25 giugno 2002
Serata di poesia e musica in Cascina Ronco

Lo spirito della Cascina.
Riunirsi insieme la sera, finiti i lavori nei campi.
Qualcuno tira fuori una fisarmonica, qualcun altro un violino e poi c’è la chitarra e… si comincia a cantare e a ballare sull’aia!


In questa serata è accaduto proprio questo.

Davide ha respirato quest’aria magica, fuori dal tempo e dagli schemi e ha fatto vivere a tutti gli amici raccolti nell’aia di Cascina Ronco l’intramontabile, inalterabile gioia di stare bene insieme a fare cose belle e semplici.

Da buono sciamano del Lago ha saputo tenere lontano nuvole, zanzare e caldo e ha suonato, cantato, raccontato di tutto un po’ per quasi due ore.

Una serata davvero unica, con Davide Simeone Claudio Anga che suonavano divertiti e facendo divertire tutti in uno scambio continuo di battute con il pubblico, sempre attento e affettuoso.

Calorosa accoglienza per tutti e quattro i musicisti, con una novità: la nascita spontanea di un fan club tutto speciale per il grande Simeone da parte di alcuni giovani ammiratori.

La conclusione è semplice: più che positivo il concerto unplugged, che ci permette di gustare un Davide più familiare, ma non sotto tono;

generoso il pubblico che ha dato un considerevole contributo a Cuore Fratello.

 

 

30 Maggio 2004

La magia de "Il parto delle nuvole pesanti"


“Gobba crescente, luna crescente”, sentenzia serio Ettore Castagna scrutando il cielo come un pastore. Peppe Voltarelli gli fa eco, altrettanto convinto: “Già già, e gobba calante, luna calante”.
Mica è così il proverbio. Però in una sera come questa ci sta tutto. Tutto e il contrario di tutto.
L’aia è vuota. Ci starebbero almeno mille persone, ce ne sono cento. La luna guarda paziente, con la sua gobba crescente, i treni passano , gli aerei sorvolano la cascina, e tra poco lo spettacolo inizia. I padroni di casa oscillano fra l’euforico (perché il Parto delle Nuvole Pesanti è a casa loro!!!e per un concerto!!!), il deluso (perché non c’è gente, non c’è gente, non c’è gente!!!) e l’arrabbiato (perché poi non si lamentino che non si organizza mai niente!!!).
Ma gli ospitamicispettatori sono lì belli placidi, con la loro brava luna crescente che penzola sulle loro teste, il profumo rilassante di camomilla e quello euforizzante della stalla, alcuni con lo stomaco moderatamente sazio di ottimi tramezzini dell’Oltrepò e di buona birra, altri con lo stomaco in attesa di saziarsi con le ghiottonerie che li aspettano, su nel granaio. Tutti gli stomaci, però, sono in sintonia coi cuori, e questi aspettano dalle orecchie il segnale.
Arriva, il segnale. Una zampogna, un canto spiegato, che sembra venire davvero dai campi attorno. La musica riempie l’aria, la camomilla e il letame, l’amore e la morte, la dolcezza e la raggia.
I tre più uno suonano e cantano benissimo, l’acustica in un posto così vasto non è perfetta, ma l’entusiasmo supplisce ai difetti tecnici. Peppe intercala i pezzi con monologhi stralunati simili al proverbio lunare, Salvatore e Amerigo non lo contraddicono, la gente ride e pensa. (Ah,se ,anziché fabbriche di armi,mettessero fabbriche di fisarmoniche come a Castelfidardo…e se tutti i musicisti andassero a Baghdad a suonare per la pace…)
Due ore di concerto tirato, innumerevoli bis, come se volessero ringraziarci per essere venuti, loro ringraziare noi…(ma del resto, il Parto è famoso per costruire un mondo alla rovescia..chi c’era a Segrate 2003 sa…)
E, sul finale, Peppe intona la ‘sua’ “Il ragazzo della via Gluck”, naturalmente reinventandola, naturalmente in omaggio alla Cascina. Improvvisa ispirato, e qualcuno sente che lo spirito della cascina si è impossessato di lui, proprio come quando, due anni fa, entrò in Davide Van de Sfroos facendogli cantare la più bella Ventanas.
I treni e gli aerei continuano a passare, la luna continua a splendere, i profumi e gli odori a spandersi. La musica è cessata. Ma i ricordi, l’amicizia, la ri-conoscenza resteranno. (dociciacini 02 Maggio 2004 da "Il forum degli amici di stalla")